Curcuma e Boswellia piante delle medicine orientali e della ayurvedica sono note in fitoterapia per le loro proprietà antiinfiammatorie.

La Boswellia serrata è un enorme albero originario dell’India, nota anche come “pianta dell’incenso”. Questa gommoresina è costituita da oli essenziali responsabili dell’odore gradevole e da terpenoidi che sono i componenti attivi.
La ricerca occidentale ha messo in evidenza l’attività degli acidi boswellici per ridurre la risposta infiammatoria quindi l‘estratto di quest’albero può essere considerato un rimedio naturale per il trattamento di stati infiammatori cronici, come l’artrite reumatoide, l’osteoartrite, i reumatismi dei tessuti molli e le tendiniti. Inoltre gli acidi boswellici non provocano ulcera peptica, sanguinamenti gastrointestinali e sofferenza epatica: effetti collaterali che si riportano per la maggior parte dei farmaci antinfiammatori tradizionali.

La Curcuma longa,pianta originaria del subcontinente indiano che appartiene alla stessa famiglia dello zenzero, è utilizzata principalmente come spezia (ingrediente fondamentale nel curry).
I principi attivi della curcuma sono i curcuminoidi (il più attivo è la curcumina che dà la caratteristica colorazione gialla ai rizomi, utilizzati anche come coloranti alimentari con la sigla E100). La medicina tradizionale cinese e indiana e la ayurvedica hanno utilizzato diffusamente la curcuma come disintossicante dell’organismo, in particolare del fegato, come antinfiammatorio e antiossidante. Interessante è anche l’attività antinfiammatoria della curcuma, che pare inibire l’attività delle sostanze responsabili del dolore e dell’infiammazione.

Esistono alcuni integratori che associano entrambe le sostanze in modo da dare sia una prevenzione che una cura a chi ha diverse problematiche di natura articolare.