L’epilazione laser è una tecnica che permette la rimozione dei peli superflui su viso e corpo, attraverso apparecchiature che agiscono sul bulbo pilifero.

La procedura è sicura e consente di eliminare la peluria per un lungo periodo di tempo. Grazie a lunghezze d’onda specifiche per le diverse tipologie di pelle, il laser emette un fascio di luce che riscalda il fusto del pelo e la sua radice. Lo scopo finale è quello di provocare, seduta dopo seduta, un progressivo assottigliamento e diradamento della peluria, rallentandone fortemente la ricrescita e rendendola non visibile ad occhio nudo.
Questo tipo di intervento è particolarmente consigliato a chi è stanco di ricorrere frequentemente a cerette, rasoi e vari altri metodi di depilazione, soprattutto quando si devono trattare zone delicate come inguine, ascelle e baffetti. Inoltre, l’epilazione laser è indicata per le persone affette da patologie legate al bulbo pilifero, che possono esacerbarsi proprio depilandosi di continuo, tra cui follicoliti irritative e cisti pilonidali.
Il pelo non viene prodotto in modo continuativo dal follicolo, ma segue un ciclo vitale in cui si alternano periodi di attività a quelli di riposo: anagen (crescita), catagen (transizione) e telogen (riposo).

A differenza delle classiche tecniche di depilazione, che rimuovono solo la parte apicale del pelo, l’epilazione laser consente di asportarlo nella sua interezza, bulbo pilifero compreso. Il principio con cui funziona è quello fisico della luce: il laser emette un fascio di onde unidirezionali e monocromatiche, a una frequenza tale da colpire selettivamente la melanina contenuta nei peli di colore scuro sulla carnagione chiara, surriscaldandoli e denaturandone le strutture vitali (in particolare il bulbo). Se l’intervento è eseguito correttamente, la pelle intorno al follicolo rimane inalterata.

Nell’epilazione laser, quindi, il pelo non è strappato, ma la fototermolisi (ossia l’energia luminosa che si trasforma in calore) provoca la distruzione del bulbo e delle cellule che lo rigenerano, consentendo di ottenere risultati duraturi. L’epilazione laser presenta una serie di vantaggi: oltre ad essere indolore, infatti, favorisce una riduzione della quantità e del diametro dei peli, nonché una ricrescita lenta, se non addirittura inesistente, grazie all’eliminazione del bulbo pilifero.

Via via che si eseguono i trattamenti, infatti, i peli ricrescono meno velocemente (da 4 settimane all’inizio, a diversi mesi in seguito) e sempre più sottili. L’autorità statunitense FDA descrive l’epilazione laser come un metodo “progressivamente definitivo“.

Per un risultato efficace e duraturo, occorre intervenire sulla zona desiderata in più sedute, per una riduzione dei peli in fase attiva (anagen).

La seduta non provoca dolore e si avverte soltanto un lieve calore o una sensazione di fastidio, simile a un puntura di ago. Ogni impulso del laser agisce su una superficie di circa due centimetri quadrati e sembra che dopo una seduta si abbia una diminuzione della crescita dei peli tra 20-35%. Subito dopo il trattamento, compare un arrossamento della pelle dovuto all’azione del fascio laser, che varia in base al grado di sensibilità epidermica individuale. Il rossore è temporaneo e scompare dopo qualche minuto.

Il numero delle sedute varia in base ai singoli casi e alla zona da trattare con l’epilazione laser.
Di solito, sono necessari diversi appuntamenti, stabiliti con cadenza mensile o bimestrale. I risultati individuali dipendono, infatti, da una serie di fattori, tra cui età, tipo di pelle, caratteristiche dei peli e assetto ormonale.
I risultati ottenuti con l’epilazione laser sono duraturi, soprattutto se si ripetono delle sedute di mantenimento una o due volte all’anno.

L’epilazione laser garantisce risultati migliori sulla peluria di colore scuro su una carnagione chiara. Per i peli biondi, bianchi o decolorati, al contrario, le speranze di successo sono ridotte, se non addirittura nulle. Inoltre, non è consigliabile trattare pelli con fototipo elevato (V o VI), in quanto presentano grandi quantità di melanina: in tal caso, il calore tende a essere assorbito dalla pelle e non dal pelo, comportando una sensazione dolorosa durante la seduta. Ecco perché è meglio abbandonare l’idea se la peluria è chiara o la carnagione è molto scura, ed, in genere, se tra peli e pelle c’è poco contrasto.

L’epilazione laser non elimina la peluria in modo definitivo, in quanto gli effetti del trattamento estetico non durano per tutta la vita. Tuttavia, la procedura presenta il vantaggio di rallentare fortemente la crescita dei peli, quindi permette di diradare cerette o altri sistemi di depilazione.

La rimozione della peluria con l’epilazione laser non è totale al 100%. In linea generale, si può considerare ottimo un trattamento che elimina i peli della zona trattata dell’80%. Questi risultati possono mantenuti per lungo tempo, se si ripetono delle sedute di mantenimento. I peli che non sono stati del tutto rimossi vengono trasformati comunque in una sottile peluria, non visibile a occhio nudo.

L’epilazione laser è una tecnica sicura, che non presenta controindicazioni. Tuttavia, nel caso siano presenti irsutismo e ipertricosi secondari a disfunzioni ormonali è sempre meglio chiedere un consiglio al proprio medico di base o rivolgersi ad un dermatologo. Anche i nei vanno sempre valutati prima del trattamento, evitando di trattare le zone cutanee in cui sono presenti quelli melanocitari, in quanto soggetti a modificazioni in caso di assorbimento dell’energia laser.

L’epilazione laser non è indicata in corso di terapie orali con corticosteroidei ad alte dosi, antibiotici, trattamenti ormonali sostitutivi, farmaci immunosoppressori ed altri fotosensibilizzanti (come l’isotretinoina per l’acne): il rischio è quello di provocare l’insorgenza di macchie cutanee o produrre un effetto solo temporaneo della diminuzione dei peli. Dopo la seduta di epilazione laser, inoltre, è importante evitare l’esposizione al sole, in quanto la pelle risulta particolarmente vulnerabile agli effetti delle radiazioni ultraviolette e può reagire con un’infiammazione dei melanociti, che poi tenderanno a scurirla. Sulle zone trattate esposte alla luce del sole – come, ad esempio, il viso – è consigliabile usare, quindi, un filtro con protezione alta (SPF 50), anche in inverno